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	<title>Economia dell&#039;Energia</title>
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	<link>http://www.economiadellenergia.com/blog</link>
	<description>Approfondimenti su temi riguardanti l&#039;Energia, l&#039;Ambiente e l&#039;Economia delle fonti energetiche.</description>
	<lastBuildDate>Wed, 17 Nov 2010 10:32:38 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Opzioni per interventi di efficienza energetica per edifici</title>
		<link>http://www.economiadellenergia.com/blog/opzioni-efficienza-energetica-edifici</link>
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		<pubDate>Wed, 17 Nov 2010 10:32:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Efficienza Energetica]]></category>
		<category><![CDATA[efficienza edifici]]></category>
		<category><![CDATA[efficienza residenziale]]></category>

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		<description><![CDATA[Vi sono molte strategie possibili per migliorare le prestazioni energetiche degli edifici. Gli interventi più frequenti si possono raggruppare in tre macro categorie: interventi sui materiali; interventi sui sistemi ; interventi sui sistemi di controllo. Con “interventi sui materiali” si &#8230; <a href="http://www.economiadellenergia.com/blog/opzioni-efficienza-energetica-edifici">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vi sono molte strategie possibili per <em>migliorare le prestazioni energetiche degli edifici</em>. Gli interventi più frequenti si possono raggruppare in tre macro categorie:</p>
<ul>
<li>interventi sui materiali;</li>
<li>interventi sui sistemi ;</li>
<li>interventi sui sistemi di controllo.</li>
</ul>
<p>Con <strong>“interventi sui materiali”</strong> si considerano gli interventi sulle caratteristiche fisiche e tecnologiche dei materiali strutturali o di isolamento. Alcuni tipici interventi di questa categoria sono:</p>
<ol>
<li>-	aggiunta di pannelli isolanti per diminuire il coefficiente di trasmissione del calore;</li>
<li>-	sostituzione delle finestre;</li>
<li>-	installazione di apparati di ombreggiatura;</li>
<li>-	installazione di tetti verdi.</li>
</ol>
<p>Gli interventi della categoria <strong>“sistemi” operano nei sistemi di riscaldamento, raffreddamento e ventilazione dell’edificio</strong>. Alcuni tipici interventi di questa categoria sono:</p>
<ol>
<li>-	sostituzione della caldaia con una avente un maggior rendimento;</li>
<li>-	installazione di impianti di condizionamento aventi una maggiore efficienza;</li>
<li>-	installazione di valvole regolatrici;</li>
<li>-	installazione di pannelli per il riscaldamento dell’acqua;</li>
<li>-	installazione di pannelli fotovoltaici;</li>
<li>-	sostituzione di lampade ad incandescenza con lampade con una maggior efficienza;</li>
<li>-	installazione della ventilazione meccanica controllata;</li>
<li>-	installazione di sistemi per il recupero dell’acqua piovana.</li>
</ol>
<p>Gli interventi inerenti i <strong>sistemi di controllo</strong> riguardano l’integrazione dei sistemi di riscaldamento, raffreddamento, illuminazione e ventilazione con dei controllori elettronici. Questi dispositivi possono essere programmabili e controllabili da computer.</p>
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		<title>Da dove viene e quanto costa la &#8220;paura del Nucleare&#8221;?</title>
		<link>http://www.economiadellenergia.com/blog/quanto-costa-paura-nucleare</link>
		<comments>http://www.economiadellenergia.com/blog/quanto-costa-paura-nucleare#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 27 Jul 2010 07:36:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[energia nucleare]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco un libro che approfondisce gli aspetti sociali ed economici della &#8220;paura del nucleare&#8221;. Quanto ci costa l&#8217;aver spento i reattori italiani? Quanto ci costa non produrre energia elettrica da fonte nucleare? E perchè vi è questa &#8220;demonizzazione&#8221; dell&#8217;energia nucleare? &#8230; <a href="http://www.economiadellenergia.com/blog/quanto-costa-paura-nucleare">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.economiadellenergia.com/blog/wp-content/29777711.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-49" title="Copertina &quot;La Paura del Nucleare&quot;" src="http://www.economiadellenergia.com/blog/wp-content/29777711.jpg" alt="" width="150" height="218" /></a>Ecco un libro che approfondisce gli aspetti sociali ed economici della <strong>&#8220;paura del nucleare&#8221;</strong>. Quanto ci costa l&#8217;aver spento i reattori italiani? Quanto ci costa non produrre energia elettrica da fonte nucleare? E perchè vi è questa &#8220;demonizzazione&#8221; dell&#8217;<a href="http://www.accettabilitasociale.com/pagine/nucleare/">energia nucleare</a>? Da dove è nata e come?</p>
<p>Piero Risoluti uno dei massimi esperti italiani analizza con occhio razionale e critico la genesi ed i costi di questo fenomeno. Buona lettura.</p>
<blockquote><p>Da dove viene la paura del nucleare? Chi l&#8217;ha diffusa era ed è animato  da preoccupazioni ambientalistiche o da una ideologia di tipo politico?  Il libro, prendendo le mosse proprio dai fatti di Scanzano, e  ripercorrendo le vicende di Chernobyl e del referendum del 1987, spiega  le origini della paura del nucleare e perché si è concentrata sul  problema delle scorie, che sono in realtà l&#8217;aspetto meno critico.</p></blockquote>
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		<title>Mini/micro idroelettrico</title>
		<link>http://www.economiadellenergia.com/blog/mini-micro-idroelettrico</link>
		<comments>http://www.economiadellenergia.com/blog/mini-micro-idroelettrico#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 10:04:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energia rinnovabile]]></category>
		<category><![CDATA[micro idroelettrico]]></category>
		<category><![CDATA[mini idroelettrico]]></category>

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		<description><![CDATA[I grandi fiumi italiani ed i maggiori &#8220;salti idrici&#8221; disponibili sul territorio italiano sono utilizzati tutti. Difficilmente troveremo nei prossimi anni corsi d&#8217;acqua o zone montane con buone potenzialità di produzione di energia elettrica da impianti idroelettrici. Ma i grandi &#8230; <a href="http://www.economiadellenergia.com/blog/mini-micro-idroelettrico">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I grandi fiumi italiani ed i maggiori &#8220;salti idrici&#8221; disponibili sul territorio italiano sono utilizzati tutti. Difficilmente troveremo nei prossimi anni corsi d&#8217;acqua o zone montane con buone potenzialità di produzione di energia elettrica da impianti idroelettrici.</p>
<p>Ma i grandi salti, il grande idroelettrico, non è l&#8217;unica possibilità per produrre energia elettrica dall&#8217;acqua. Con le attuali tecnologie <strong>anche piccoli corsi d&#8217;acqua e piccoli salti idrici potrebbero essere utilizzati per produrre energia elettrica</strong>. La <em>tariffa onnicomprensiva</em> (qui potete trovare la guida: <a href="http://www.economiadellenergia.com/blog/wp-content/guida-incentivi-fonti-rinnovabili-2010.pdf">guida-incentivi-fonti-rinnovabili-2010</a>) funziona come descritto di seguito:</p>
<blockquote><p>La Legge Finanziaria 2008 ha introdotto un nuovo schema di incentivazione (poi disciplinato dal D.M. 18/12/2008 e dalla delibera AEEG ARG/elt 1/09), cui è possibile aderire in alternativa al sistema dei certificati verdi, a beneficio esclusivo degli impianti entrati in esercizio dopo il 31/12/2007, aventi potenza nominale media annua16 non superiore a 1 MW (200 kW nel caso degli eolici).</p>
<p>Ai suddetti impianti è concessa la facoltà di optare per tariffe di ritiro dell’energia immessa in rete, differenziate per fonte, riconosciute per un periodo di quindici anni. Tali tariffe sono dette “onnicomprensive” (TO) in quanto il loro valore include sia la componente incentivante sia la componente relativa alla remunerazione derivante dalla vendita dell’energia immessa nella rete elettrica. Sino al termine del periodo di incentivazione, dunque, le tariffe costituiscono l’unica fonte di remunerazione della generazione elettrica da fonte rinnovabile. Terminato il periodo di incentivazione permane naturalmente la possibilità di valorizzare l’energia elettrica prodotta (vendita dell’energia elettrica immessa in rete, autoconsumo o scambio sul posto).</p>
<p>Mentre i certificati verdi sono riconosciuti sulla base dell’energia netta prodotta (EA)17 e quindi premiano anche l’eventuale quota di produzione autoconsumata, le tariffe onnicomprensive sono riconosciute in funzione della sola energia netta immessa in rete (ER).</p></blockquote>
<p>La tariffa riconosciuta per la fonte idroelettrica è pari a 220 €/MWh.</p>
<p>Una presentazione della tecnologia mini-idroelettrica si può trovare qui: <a href="http://www.accettabilitasociale.com/pagine/mini-idroelettrico/">mini-idroelettrico</a>.</p>
<p><img class="alignnone" title="Turbina" src="http://www.accettabilitasociale.com/pagine/wp-content/uploads/2009/07/pelton-mini-idro.jpg" alt="" width="390" height="268" /></p>
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		<title>Novità sul Conto Energia, aggiornamento 2010</title>
		<link>http://www.economiadellenergia.com/blog/novita-conto-energia-luglio-2010</link>
		<comments>http://www.economiadellenergia.com/blog/novita-conto-energia-luglio-2010#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 16 Jul 2010 09:28:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energia rinnovabile]]></category>
		<category><![CDATA[conto energia]]></category>

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		<description><![CDATA[Linee guida terzo Conto Energia “Il Conto Energia e le Linee Guida, attesi da tempo dagli operatori del settore, danno  una spinta decisiva alla strategia di sviluppo delle fonti rinnovabili delineata dal Governo. Favoriscono l’innovazione in un settore fondamentale per &#8230; <a href="http://www.economiadellenergia.com/blog/novita-conto-energia-luglio-2010">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Linee guida terzo Conto Energia</h1>
<p><span><img class="alignleft size-full wp-image-35" title="Stefano Saglia" src="http://www.economiadellenergia.com/blog/wp-content/Stefano-Saglia1.jpg" alt="Stefano Saglia" width="250" height="346" /></span>“Il <em>Conto Energia e le Linee Guida</em>, attesi da tempo  dagli operatori del settore, danno  una spinta decisiva alla strategia  di sviluppo delle fonti rinnovabili delineata dal Governo. Favoriscono  l’innovazione in un settore fondamentale per la ripresa e la  competitività del Paese e consentono, inoltre, l’armonizzazione e la  semplificazione delle procedure nazionali e regionali”.</p>
<blockquote><p><span> </span></p></blockquote>
<p><span>Così <em>Stefano Saglia (foto)</em>, sottosegretario  al ministero dello Sviluppo Economico con delega  all’energia, ha  annunciato l’approvazione giovedì scorso da parte della Conferenza  Stato–Regioni–Enti Locali del <strong>nuovo Conto Energia per dopo il 2010 e e  delle Linee Guida amministrative per le fonti rinnovabili</strong>. Entrambi i   provvedimenti sono stati predisposti dal <em>ministero dello Sviluppo  Economico</em> di concerto con il ministero dell’Ambiente. </span></p>
<p>Il <strong>nuovo decreto opera una riduzione degli incentivi</strong>, che &#8220;<em>sarà più contenuta per i piccoli impianti</em> – si legge in una nota del ministero &#8211;  e più marcata per i grandi impianti&#8221;. Questo è possibile &#8220;grazie ai progressi della tecnologia e alla riduzione dei costi dei pannelli&#8221;.</p>
<p>Il nuovo conto energia è caratterizzato da <strong>tre variazioni di tariffe nel corso del 2011</strong> che porteranno la riduzione totale degli incentivi a fine anno intorno al 18-20 per cento: per gli impianti entrati in esercizio in data successiva al 31 dicembre 2010 ed entro il 30 aprile 2011, per quelli entrati in esercizio in data successiva al 30 aprile 2011 ed entro il 31 agosto 2011 e dal 31 agosto 2011 a fine anno.</p>
<div id="attachment_34" class="wp-caption aligncenter" style="width: 587px"><img class="size-full wp-image-34" title="tabella terzo conto energia" src="http://www.economiadellenergia.com/blog/wp-content/tabella-terzo-conto-energia.gif" alt="Tariffe nuovo Conto Energia (luglio 2010)." width="577" height="406" /><p class="wp-caption-text">Tariffe nuovo Conto Energia (luglio 2010).</p></div>
<p>Tra le altre novità: la suddivisione degli impianti in sei classi di potenza con incentivi decrescenti dai piccoli ai più grandi: da 1 a 3 kW; da 3 a 20 kW; da 20 a 200 kW; tra 200 e 1000 kW; dai 1000 kW a 5mila kW; e oltre 5mila kW. Inoltre, la semplificazione a “solo due tipologie” di impianti, &#8220;realizzati su edifici e altri impianti fv&#8221;.</p>
<p>Per gli impianti che entrano in esercizio nel 2012 e nel 2013, le  tariffe saranno ulteriormente decurtate del 6 per cento ogni anno. Per  gli anni successivi si provvederà con un nuovo decreto.</p>
<p>fonte: <a href="http://www.zeroemission.tv/Objects/Pagina.asp?ID=9391">zeroemission.tv</a></p>
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		<item>
		<title>La crisi riduce le emissioni: raggiunto metà dell&#8217;obiettivo 20 20 20</title>
		<link>http://www.economiadellenergia.com/blog/crisi-emissioni-obiettivo</link>
		<comments>http://www.economiadellenergia.com/blog/crisi-emissioni-obiettivo#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 07:48:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[emissioni]]></category>

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		<description><![CDATA[La crisi taglia le emissioni. Già raggiunta la metà dell’obiettivo del 20% fonte e-gazette Bruxelles, 21 giugno – Il report dell’Unione europea sulle emissioni di gas serra, redatto dall’Agenzia europea dell’ambiente (Eea), dimostra che le emissioni nel 2008 non solo &#8230; <a href="http://www.economiadellenergia.com/blog/crisi-emissioni-obiettivo">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>La crisi taglia le emissioni. Già raggiunta la  metà dell’obiettivo del 20%</h1>
<p>fonte <a href="http://www.e-gazette.it/0/14_pag/14_pag_att_02.asp?cod=23175&amp;n=20100621266&amp;art=6-118706-0-57039248943376824&amp;seg=&amp;P04=1&amp;P05=2">e-gazette</a></p>
<p><span style="color: #000000;">Bruxelles, 21 giugno – Il report dell’Unione  europea sulle emissioni di gas serra, redatto dall’Agenzia europea  dell’ambiente (Eea), <strong>dimostra che le emissioni nel 2008 non solo hanno  continuato il loro trend al ribasso ma hanno anche registrato  un’accelerazione in questa direzione</strong>. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Le <strong>emissioni dell’Europa dei 27  segnano un 11,3% sotto il livello registrato nel 1990</strong>, mentre l’Europa  dei 15 (Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania,  Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna,  Svezia e Regno Unito) raggiunge una riduzione del 6,9% comparata ai  livelli dell’anno base di Kyoto (1990).<br />
Il report dice che l’Europa è sulla buona strada per raggiungere i suoi  target di riduzione delle emissioni con le sole misure di politica  interna. “Le nostre politiche e gli strumenti adottati sembrano  funzionare &#8211; ha detto Jacqueline McGlade, direttore esecutivo della Eea.  &#8211; Nonostante ci si aspetti nel bilancio del 2009 un ribasso ancora più  netto, causato in primis dalla recessione, abbiamo bisogno di  assicurarci che il trend verso il basso delle emissioni continui e che  l’Europa incrementi i suoi investimenti sul clima con il proposito  ultimo di realizzare un’economia più efficiente dal punto di vista delle  risorse”.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Nel dettaglio, la combinazione di prezzi alti di carbone e carbonio  accompagnata da un calo di quelli del gas naturale ha portato i  produttori di energia elettrica e termoelettrica a ridurre le proprie  emissioni di gas serra nel 2008. L’utilizzo di biomasse e altre fonti  rinnovabili, accelerato durante la seconda parte dell’anno, ha  contribuito anch’esso alla riduzione dei gas serra in diversi settori,  compresi quello manufatturiero, delle costruzioni e dei trasporti. Le  emissioni dei 27 sono decresciute in modo costante dal 2003, riassume  l’Agenzia, raggiungendo l’equivalente di 4.940 miliardi di tonnellate di  CO2 che, comparate con il 2007, rappresentano una riduzione di 99  milioni di tonnellate, pari al 2%. </span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="color: #008000;"><strong>Con le emissioni del 2008 più basse  dell’11,3% dei livelli del 1990, l’Europa dei 27 ha così già raggiunto  più della metà del target di riduzione del 20% entro il 2020</strong></span>, con la  sola riduzione delle emissioni del mercato domestico. </span></p>
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		<title>Scuola per il management dei rifiuti radioattivi</title>
		<link>http://www.economiadellenergia.com/blog/scuola-management-rifiuti-radioattivi</link>
		<comments>http://www.economiadellenergia.com/blog/scuola-management-rifiuti-radioattivi#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 18 May 2010 07:57:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi e fiere]]></category>
		<category><![CDATA[energia nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[gestione rifiuti nucleari]]></category>

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		<description><![CDATA[Si segnala che il 6-9 luglio 2010 si svolgerà a Milano e Ispra una “International Summer School” sulla gestione dei rifiuti e sul decommissioning nucleare dal titolo “Criteria and Approaches for Radioactive Waste Management and Nuclear Decommissioning“. La “Summer School” &#8230; <a href="http://www.economiadellenergia.com/blog/scuola-management-rifiuti-radioattivi">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si segnala che il 6-9 luglio 2010 si svolgerà  a Milano e Ispra una “International Summer School” sulla gestione dei rifiuti e sul decommissioning nucleare dal titolo <strong>“Criteria and Approaches for Radioactive Waste Management and Nuclear Decommissioning“</strong>.</p>
<p>La “Summer School” propone quattro<strong> giorni di approfondimento sul tema dei rifiuti radioattivi e il rischio associato</strong> (sorgenti di rifiuti, tipo e classificazione dei rifiuti, rischi da radiazione per la salute, effetti a basse dosi, aspetti etici…), sul tema della radioprotezione e le politiche associate (radioprotezione nella gestione dei rifiuti, regolamentazione del trasporto dei rifiuti, politiche di gestione dei rifiuti…) e un approfondimento delle caratteristiche dei programmi di decommissioning e gestione dei rifiuti in Gran Bretagna, Spagna, Francia, Germania, Italia e presso il JRC di ISPRA.</p>
<p>E’ il secondo anno che questa scuola viene organizzata e saranno presenti relatori italiani e stranieri. I partecipanti italiani potranno ottenere crediti ECM (Continuum Education in Medicine).</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Per partecipare ci si deve registrare entro il 25 giugno</span> (il costo varia a seconda del periodo in cui ci si registra: tra i 360 e i 420 euro) ed il numero massimo dei partecipanti sarà di 30 persone.</p>
<p>La Summer School “<em>Criteria and Approaches for Radioactive Waste Management and Nuclear Decommissioning</em>” è organizzara e patrocinata da: AIRP (Associazione Italiana di Radioprotezione), IAEA (International Atomic Energy Agency), EU-JRC Ispra (Joint Research Centre European Commission), Università degli Studi di Milano.</p>
<p>Per ulteriori informazioni si può visitare il sito relativo a tale scuola estiva “<a href="http://www.radioactivewastemanagement.org/">Criteria and Approaches for Radioactive Waste Management and Nuclear Decommissioning</a>“.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.archivionucleare.com/index.php/2010/04/27/milano-ispra-international-summer-school-criteria/">archivionucleare</a>.</p>
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		<item>
		<title>Cenni di trasferimento tecnologico</title>
		<link>http://www.economiadellenergia.com/blog/cenni-trasferimento-tecnologico</link>
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		<pubDate>Mon, 21 Sep 2009 07:33:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[trasferimento tecnologico]]></category>

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		<description><![CDATA[Che cosa si intende per Trasferimento teconologico (TT)? L&#8217;obiettivo del trasferimento tecnologico è, secondo me, il trasferimento di conoscenza da un fornitore verso un destinatario. Questa conoscenza da trasferire si può trovare &#8220;inglobata&#8221; sottoforma di hardware (macchinari e strumenti), software &#8230; <a href="http://www.economiadellenergia.com/blog/cenni-trasferimento-tecnologico">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Che cosa si intende per Trasferimento teconologico (TT)?</h1>
<p>L&#8217;obiettivo del trasferimento tecnologico è, secondo me, <strong>il trasferimento di conoscenza da un fornitore verso un destinatario</strong>. Questa conoscenza da trasferire si può trovare &#8220;inglobata&#8221; sottoforma di hardware (macchinari e strumenti), software (procedure, norme, etc) e di &#8220;conoscenza&#8221; ovvero esperienza del management, dei gruppi operativi, etc.</p>
<p>Spesso si parla di <em>trasferimento tecnologico dai Paesi avanzati verso i Paesi in via di sviluppo</em>. Obiettivo di questo trasferimento non deve essere il solo trasferimento di tecnologia (inteso in senso ingegneristico) e la sua applicaizone ma il trasferimento tecnologico deve favorire la capacità, nei Paesi in via di sviluppo, di:</p>
<ul>
<li>identificare i propri bisogni,</li>
<li>selezionare la tecnologia,</li>
<li>adattare la tecnologia alle condizioni locali,</li>
<li>migliorare le prestazioni degli impianti installati,</li>
<li>riuscire a sviluppare essi stessi tecnologia.</li>
</ul>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Collettori solari: il solare termico</title>
		<link>http://www.economiadellenergia.com/blog/collettori-solari-solare-termico</link>
		<comments>http://www.economiadellenergia.com/blog/collettori-solari-solare-termico#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2009 08:53:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energia rinnovabile]]></category>
		<category><![CDATA[solare acqua calda]]></category>

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		<description><![CDATA[Solare termico: produrre acqua calda grazie all&#8217;energia solare Un pannello solare termico (o collettore solare) è composto da un radiatore in grado di assorbire parte dell&#8217;energia delle radiazioni solari e trasferirla sottoforma di calore al serbatoio di acqua. La circolazione &#8230; <a href="http://www.economiadellenergia.com/blog/collettori-solari-solare-termico">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Solare termico: produrre acqua calda grazie all&#8217;energia solare</h1>
<p>Un pannello solare termico (o collettore solare) è composto da un <em>radiatore</em> in grado di assorbire parte dell&#8217;energia delle radiazioni solari e <strong>trasferirla sottoforma di calore al serbatoio di acqua</strong>. La circolazione dell&#8217;acqua dal serbatoio al rubinetto domestico è realizzata mediante circolazione naturale o forzata tramite una pompa idraulica con alimentazione elettrica.</p>
<p>I <strong>pannelli solari termici</strong> permettono di riscaldare l&#8217;acqua sanitaria per l&#8217;uso quotidiano senza utilizzare gas o elettricità.</p>
<div id="attachment_23" class="wp-caption alignleft" style="width: 423px"><img class="size-full wp-image-23" title="Collettori solari" src="http://www.economiadellenergia.com/blog/wp-content/solare-termico.jpg" alt="Solare termico per la produzione di acqua calda." width="413" height="437" /><p class="wp-caption-text">Solare termico per la produzione di acqua calda.</p></div>
<p>La produzione di acqua calda può arrivare fino a 70°C in estate, ben al di sopra dei normali 40°C -45°C necessari per una doccia. Entro certi limiti sono pertanto un efficace sostituto dello scaldabagno elettrico o della caldaia a gas per generare acqua calda per lavare piatti, fare la doccia, il bagno ecc.</p>
<p>Se abbinati ad un impianto di riscaldamento radiante a pavimento i collettori solari permettono di risparmiare anche sulle spese per il riscaldamento invernale. Nel caso di giornate soleggiate i soli collettori solari sono in grado di produrre acqua calda ad una temperatura sufficientmente elevata per alimentare l&#8217;impianto di riscaldamento. Altrimenti riescono a produrre acqua preriscaldata da mandare alla caldaia integrativa la quale consumerà una quantità di gas minore rispetto la condizione di alimentazione con acqua alla temperatura di acquedotto (circa 15°C).</p>
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		<title>Energia dall&#8217;acqua: maree e moto ondoso</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jul 2009 07:27:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energia rinnovabile]]></category>
		<category><![CDATA[maree]]></category>
		<category><![CDATA[oceani]]></category>
		<category><![CDATA[pelamis]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli oceani ed i mari sono una grandissima risorsa di energia. Le tecnologie in grado di sfruttarla non sono ancora mature tuttavia sempre più centri di ricerca ed aziende si stanno interessando a questo ambito. I principali sistemi per convertire &#8230; <a href="http://www.economiadellenergia.com/blog/energia-acqua-maree-moto-ondoso">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli oceani ed i mari sono una grandissima risorsa di energia. Le tecnologie in grado di sfruttarla non sono ancora mature tuttavia sempre più centri di ricerca ed aziende si stanno interessando a questo ambito.</p>
<p>I principali sistemi per convertire l&#8217;energia dell&#8217;acqua di oceani e mari in una forma sfruttabile e più flessibile (solitamente energia elettrica) sono le seguenti:</p>
<div id="attachment_19" class="wp-caption alignnone" style="width: 632px"><img class="size-full wp-image-19" title="Energia da oceani e mare" src="http://www.economiadellenergia.com/blog/wp-content/energia-acqua.png" alt="Sistemi per la conversione di energia da moto ondoso, maree ed altre tecnologie marine." width="622" height="310" /><p class="wp-caption-text">Sistemi per la conversione di energia da moto ondoso, maree ed altre tecnologie marine.</p></div>
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		<title>Costo dell&#8217;Energia Conservata</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jul 2009 07:41:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Strumenti analisi finanziaria]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>

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		<description><![CDATA[CEC &#8211; Costo dell&#8217;Energia Conservata Ci sono varii metodi per valutare l&#8217;attrattività di un investimento in ambito energetico. Oltre ai classici: metodo del cash flow; pay back time valore attuale netto indice di profittabilità tasso interno di rendimento ve ne &#8230; <a href="http://www.economiadellenergia.com/blog/costo-energia-conservata">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>CEC &#8211; Costo dell&#8217;Energia Conservata</h1>
<p>Ci sono varii metodi per valutare l&#8217;attrattività di un investimento in ambito energetico. Oltre ai classici:</p>
<ul>
<li>metodo del cash flow;</li>
<li>pay back time</li>
<li>valore attuale netto</li>
<li>indice di profittabilità</li>
<li>tasso interno di rendimento</li>
</ul>
<p>ve ne è uno che si può applicare per interventi che comportano a seguito di un investimento un risparmio di energia annuale costante.</p>
<p>Il <strong>Costo dell’Energia Conservata</strong> derivante da un investimento di importo I che comporta un risparmio annuale costante di energia Q, per una durata di n anni è pari a:</p>
<div id="attachment_16" class="wp-caption alignnone" style="width: 311px"><img class="size-full wp-image-16" title="costo-energia-conservata" src="http://www.economiadellenergia.com/blog/wp-content/costo-energia-conservata.png" alt="Formula per il calcolo del Costo dell'Energia Conservata." width="301" height="112" /><p class="wp-caption-text">Formula per il calcolo del Costo dell&#39;Energia Conservata.</p></div>
<p>dove:</p>
<ul>
<li><em>I0</em>: investimento iniziale per la realizzazione dell’intervento [€];</li>
<li><em>Q</em>: energia risparmiata annualmente in modo costante per tutta la durata di vita dell’intervento [kWh/anno, tep/anno, J/anno, etc]</li>
<li><em>α(n,r)</em>: rata di ammortamento di 1€ in n anno con tasso di sconto r.</li>
</ul>
<p>Calcolato il costo dell&#8217;energia conservata dell&#8217;investimento in analisi è possibile confrontare tale costo con il costo dell&#8217;energia eventualmente risparmiata/sostituita. Si ottiene quindi una valutazione sulla economicità dell&#8217;investimento.</p>
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